
UNA FIBRA ETERNA
Il termine amianto o asbesto, dal greco indistruttibile, viene usato generalmente per indicare una serie di minerali di natura fibrosa presenti in natura e caratterizzati dalla proprietà di sfaldarsi quasi all'infinito producendo fibre elastiche e molto resistenti alla trazione.
Questi minerali sono silicati di magnesio o di magnesio-ferro con diverse proporzioni di sodio o calcio che vengono divisi, in base alla loro composizione chimica e alle loro caratteristiche mineralogiche, in due grandi gruppi: serpentino e anfiboli. Al primo gruppo appartiene il Crisolito, o amianto bianco; nel secondo gruppo troviamo la Crocidolite, o amianto blu, l'Amosite, o Amianto Bruno, l'Antofillite, la Tremolite, e l'Actinolite (1).
Fra tutte le fibre di amianto, quelle di Crisolito hanno il più alto contenuto di ossido di magnesio ed acqua; sono cave, generalmente morbide, robuste, molto flessibili e formate da fibrille di aspetto tubolare a causa dell'avvolgimento a spirale della loro struttura cristallina; sono in grado di sopportare alte temperature e adatte ad essere filate e intrecciate.
Gli Anfiboli, invece, non presentano fibre cave e tubolari, ma generalmente a forma prismatica allungata, rigide, rettilinee e di diametri crescenti dalla Crocidolite alla Antofillite,
La caratteristica che rende determinante e, in alcuni casi insostituibile, l'uso dell'amianto in talune applicazioni è la resistenza di queste fibre alla trazione, che raggiunge i suoi massimi valori col Crisolito e la Crocidolite; tale resistenza varia al variare del diametro e della lunghezza della fibra: più una fibra è lunga e sottile, maggiore è la sua resistenza (2).
L'amianto può essere utilizzato in una infinità di applicazioni come documenta la tabella N.1 (3). Ciò ha determinato nel dopoguerra un progressivo aumento della produzione fino ad arrivare a quasi 4,5 milioni di tonnellate l'anno. L'Italia (fino al 28 aprile 1994, data in cui ne ha sospeso ogni tipo di produzione), ha contribuito largamente al fenomeno.
In particolare a Casale Monferrato avevano sede gli stabilimenti Eternit e Fibronit. Le due società, nella seconda metà degli anni '70, rappresentavano altre il 40% della produzione nazionale di manufatti in cemento-amianto.
In particolare, il fibrocemento, composto fondamentale per la produzione di molti manufatti impiegati massicciamente in edilizia, è formato da una miscela di cemento, acqua e fibre di amianto. Il cemento legante utilizzato è quello di tipo Portland normale, ma si può ricorrere a cementi pozzolanici o speciali quando devono essere garantite al prodotto particolari caratteristiche. L'industria dell'amianto-cemento è la maggiore consumatrice di amianto. I suoi prodotti contengono da meno del 10% a oltre il 30% di asbesto.
La FIBRONIT S.r.l. ha mutato notevolmente, in questi ultimi anni, la struttura societaria. Prima del 1981, aveva ragione sociale CEMENTIFERA ITALIANA FIBRONIT e stabilimenti di produzione a Casale Monferrato, dove si producevano cemento e fibrocemento, e ad Avenza (MS), Bari e Borgo Val di Taro (PR), dove si produceva esclusivamente fibrocemento.
Nel 1981, attraverso uno scorporo della Società, era stata creata la FINANZIARIA FIBRONIT, la quale controllava le seguenti società autonome: la Fibronit Nord, con stabilimenti ad Avenza e Broni ove si produceva fibrocemento, la Fibronit Sud con stabilimento a Bari, ove si produceva fibrocemento, la Cementifera Fibronit con stabilimenti per la produzione di cemento a Casale Monf., a Broni e Borgo Val di Taro (stabilimento che è stato successivamente ceduto), e la Edilia (società commerciale) che raggruppava tutte le filiali di vendita. Per quanto riguarda lo stabilimento di Casale Monferrato si estendeva su di un'area di circa 94000 metri quadrati, di cui 50000 coperti (32) e rappresentò la prima unità operativa del futuro gruppo Eternit italiano.
Fu fondato nel 1906 dall'ing. Adolfo Mazza il quale aveva acquistato, per l'Italia, il brevetto di un nuovo materiale (denominato appunto Eternit per sottolinearne l'eccezionale durata) inventato in modo praticamente casuale dal chimico austriaco Ludwig Hatschek mentre sperimentava il cemento Portland come legante nei cartoni d'amianto nella fabbrica di cui era direttore.
Il Mazza intendeva avviarne la lavorazione anche nel nostro paese avendone intravisto le enormi potenzialità tecnico-commerciali. La sede scelta per l'impresa fu Genova, mentre lo stabilimento di produzione venne installato a Casale Monferrato perché la città era un centro di grande produzione di cemento. La ragione sociale era ETERNIT S.A. PIETRE ARTIFICIALI.
Nello stesso periodo, il brevetto di Hatschek veniva acquistato da altre industrie europee del ramo che, in collaborazione tra loro, diedero origine ad un eccezionale sviluppo applicativo del fibrocemento.
In particolare la Eternit italiana si dedicava allo sviluppo delle tubazioni, quella svizzera alle lastre ondulate e quella belga, francese e inglese ai materiali compressi e colorati.
Gli studi e gli esperimenti portati avanti nello stabilimento di Casale Monferrato permisero di ottenere, nel 1913, un primo importantissimo brevetto per la realizzazione di impianti atti a produrre tubi per condotte a pressione: brevetto a cui ne seguirono altri per macchine sempre più perfezionate.
Dalla apertura fino al 1980, le assunzioni a Casale erano state n.4879 e nel solo periodo 1950-1980 n.3365. La Società comprendeva anche lo stabilimento di Bagnoli e di Siracusa; il totale dei dipendenti della società e della consociata S.A.C.A. di Cavagnolo(TO) era sceso da 2.147 a 2.017 nel periodo tra gli anni 1973 e 1977, mentre il fatturato netto era salito da 22,1 a 53,5 miliardi di lire.
Nel 1981 i dipendenti di Casale Monf. erano scesi a 570.(33)
Da questi dati emerge l'importanza che questa produzione rivestiva in ambito comprensoriale e il notevole contributo del Casalese al prodotto nazionale del settore. La città è infatti una delle capitali italiane della produzione cementiera.
Gli anziani raccontano che durante la guerra Casale era chiamata "la città bianca"; neanche gli aerei alleati riuscirono mai a distruggerne il ponte perché ad una certa altezza si vedeva solo una nuvola bianca a causa dei cementifici.
La lavorazione del fibrocemento aveva trovato in zona una solida base su cui svilupparsi e ben presto i manufatti di amianto-cemento si erano imposti su tutti i mercati. Per dimostrare lo stretto legame tra le due produzioni locali (cemento e fibrocemento) è sufficiente far notare che il cemento adoperato dall'ETERNIT proveniva dalla zona limitrofa nella misura del 100%.
Naturalmente, le difficoltà esistenti nel settore aggregato, a livello nazionale, avevano già minato profondamente anche il comparto locale, la cui massima espansione si era avuta tra il 1965 e il 1970 (nel 1966 gli occupati dell'ETERNIT avevano raggiunto le 2.000 unità), e la crisi aveva investito molto duramente il comprensorio in quanto il 92% circa dei dipendenti risiedeva nel comune di Casale.
Occorre ricordare che l'AMIANTO, proveniva per il 55% dal mercato nazionale e per il 45% dal mercato estero (soprattutto dal Sudafrica). L'amianto nazionale veniva estratto in massima parte dalla miniera di Balangero che si trova nelle Valli di Lanzo, ad una ventina di chilometri da Torino, al margine occidentale della Pianura Padana. Essa, nell'Europa Occidentale, era di gran lunga la più importante come dimensioni e come impianti, con le sue centomila tonnellate annue di minerale lavorato.(34)
Con il fallimento della Società e la chiusura dello stabilimento, la produzione di fibrocemento è scomparsa dalla zona, ma non sono scomparse le tragiche conseguenze della sua presenza per tanti anni in quest'area.
TABELLA 1 - PRINCIPALI IMPIEGHI DELL'ASBESTO (Selikoff, 1978)
ASBESTO GREGGIO: filati, filtri, feltri, funi, stoppini, carta liscia od increspata, cartone forte, filo isolante, coppette, rivestimento di conduttore con magnesio 85%, isolamento per alte temperature, confezione di lastre compresse, stampi per materiale elettrico o altro, guarnizioni o ceppi freni, carica inerte in materie plastiche, materiale da pavimentazione, ceramiche, cemento - amianto per pareti, lastre piane, coperture ondulate, rivestimento tetti, pannelli, pannelli isolanti, supporto piastrelle pavimentazione tubi, isolamento termico, caldaie, cemento per manto di copertura, cemento per forni, intonaci e stucchi, pitture, vernici, asbesto spray per isolamento acustico, isolamento termico per pareti, pavimenti, materassi, guaine materiale elettrico, nelle fondamenta per resistere alle sollecitazioni, fibre e tamponi per filtraggio, condotte per fognature, piastrelle impermeabilizzanti fillerizzate e strato di fondo carrozzerie autoveicoli.
FILATI DI ASBESTO: tessuti, nastri, guarnizioni di freni, dischi frizione, filtri per maschere antigas, guarnizioni ad anello, tubi, stoppini, funi, spago, filo da cucire, rivestimento conduttori elettrici, rivestimento di cavi, tubi flessibili per vapore acqueo, tubi flessibili ignifughi.
TESSUTI DI ASBESTO: lastre pressate, guarnizioni ad anello, materassi, indumenti, guanti, grembiali, uose, drappeggi tappezzerie, coperture, sacchi postali, tende, tappeti sipari teatrali, scenari teatrali e rivestimenti pavimento in teatri, trattamenti acustici, filtri, rivestimenti, imbottiture, attrezzature mediche, protezioni antifiamma, sacchi di sabbia, nastri trasportatori, accessori per velivoli, tovaglie per tavoli da stiro, etc.
FELTRI DI ASBEST : effetti acustici, isolamento rumori e imbottiture pianoforti.
NASTRI DI ASBESTO: stoppini, cinghie, coibentazioni, avvolgimento bobine, cavi sotterranei e manifatture vetro.
CARTA DI AMIANTO: coperture per camere e condutture per aria, camicie per caldaie, coibentazioni per tetti, guarnizioni, stoppini, tubi, avvolgimento bobine, copertura tubi aria calda, rivestimenti stufe, rivestimenti di varie attrezzature di altro genere, filtri, in chimica e fisica per svariati impieghi, condotti di scarico per automobili, teglie per forni, imbottiture e stuoie da tavola, condutture d'aria, etc.
CARTONI DI AMIANTO: rivestimenti stufe, caloriferi, casseforti, cabine di proiezione cinematografica, macchine lavaggio a secco, inceneritori rifiuti, forni, pareti tagliafiamma, soffittature, guarnizioni, porte antifiamma, stuoie da tavola e da stufa.
LASTRE IN CEMENTO - AMIANTO E RIVESTIMENTO PARETI: rivestimenti interni, tramezzi, rivestimenti esterni, rivestimenti in genere, vari utilizzi in edilizia, piani per tavoli da laboratorio, quadri elettrici, cabine, pannelli, involucri protetti per motori, apparecchiature elettriche, etc.
TUBI IN CEMENTO - AMIANTO: per condutture acqua, fognature, condutture gas e liquidi speciali e per linee elettriche.
MATERIALE CONTENENTE ANCHE AMIANTO: Coibentazione, impianti di riscaldamento, isolamento cordoni elettrici, isolamento conduttori elettrici, portalampade, parti di commutatori, montature resistenti ed altri usi per materiale elettrico come isolamenti sotterranei e pavimenti, vari impieghi in materie plastiche
© Davide Leporati 1997